Se solo mi ricordassi cosa viene dopo "abra" farei sparire l'intero pubblico [Harry Houdini]

21 Aug 2005

The (d)evil within ("The Exorcist", William Friedkin, 1973)



"The Exorcist"
: semplicemente e magnificamente uno dei più riusciti film horror di tutti i tempi.
Il tema principale è l'eterna lotta tra Bene e Male: quest'ultimo rappresentato iconicamente dalla presenza demoniaca, ma celato anche (e soprattutto) nella comune vita quotidiana, nella routine familiare, nella solitudine della metropoli, nell'emarginazione sociale, nella malattia, nell'inutile e sadico accanimento terapeutico. Il Male insomma che pervade l'uomo dentro e fuori annientandolo giorno per giorno. Lo percepiamo attraverso il demone che possiede la ragazzina, l'indifferenza generale di fronte al degrado e alla povertà, la malattia che consuma in solitudine la madre di Padre Karras, la perdita della fede.



Anno: 1973
Regia: William Friedkin
Sceneggiatura: William Peter Blatty
Montaggio: Norman Gay, Evan A. Lottman, Bud S. Smith
Fotografia: Owen Roizman, Billy Williams
Musiche: D. Borden, G. Crumb, Hans Werner Henze, Mike Oldfield, K. Penderecki, A. Webern
Durata: 122'
Formato: 1.85:1

Sinossi: la vicenda si svolge negli anni '70 nella città di Washington , D.C. negli U.S.A. Regan, la figlia dodicenne di un'attrice cinematografica, comincia improvvisamente a manifestare dei bruschi cambiamenti di personalità ed aspetto esteriore che spingono la madre a rivolgersi ad un'equipe di psicologi e medici per trovarle una cura. In realtà la bambina è posseduta da un demone e solamente l'aiuto di Padre Karras e di Padre Merrin (un esperto esorcista) riuscirà a salvare Regan dall'oscura presenza satanica.

La sequenza comincia dopo che la madre di Regan ha appreso della morte violenta di Burke, amico intimo e regista del suo ultimo film; sconvolta dalla notizia e preoccupata per la tragica situazione di Regan che va di giorno in giorno aggravandosi, assiste terrorizzata ed impotente all'ennesima manifestazione demoniaca della figlia: la bambina scende le scale del salone di casa in posizione supina perdendo sangue dalla bocca con uno sguardo satanico, nell'ormai famosa scena dello "spider-walking".

La seq. ha una durata complessiva di 1'.50" e si avvia dopo circa 58' dall'inizio del film.

inq. I

Schermo completamente nero. In sottofondo sfuma la musica extradiegetica che chiudeva la seq. precedente, e si odono le parole "Quando ti tocco la fronte, apri gli occhi". Comincia in sottofondo una musica extrad. molto flebile dal tono inquietante. Durata 5".
La schermata nera collega sintatticamente le due sequenze: conclude la scena scioccante dello spider-walking di Regan, come per concedere allo spettatore una pausa, e nel contempo apre la seduta ipnotica parafrasando l'attuale punto di vista di Regan (visione ad occhi chiusi appunto) in una sorta di oggettiva soggettivata. E' un ponte che contiene un'ellissi temporale celata dal continuum musicale della musica extradiegetica: un salto narrativo che scorre via veloce, come un batter d'occhi.

inq. II


Raccordo sul sonoro (parole dell'uomo e musica extrad). Una mano maschile tocca la fronte di Regan e la bambina apre gli occhi. Una voce maschile pone a Regan alcune domande e lei risponde; la bambina è in trance e capiamo che è stata ipnotizzata. PP di Regan e del braccio di un uomo. La mdp è fissa. Parole dell'uomo fuoricampo e risposte di Regan; musica extrad. Durata 27".
Il volto di Regan ed il suo sguardo perso nel vuoto sono il tema dominante di quest'inquadratura: tutto il resto, a cominciare dalla voce maschile dello psichiatra per finire con l'ambiente circostante, è posto sistematicamente fuoricampo. In questo modo si evidenzia il motivo centrale dell'introspezione psicologica, la ricerca interiore di quell' "io" parallelo e venefico che governa (possiede) la bambina: l'interesse è verso Regan e il male che dimora in lei; tutto il resto non conta. La notevole durata dell'inquadratura (rispetto alle altre) ha un ruolo importante nella creazione di un ritmo narrativo in crescendo fino al raggiungimento del climax, e nello stesso tempo stimola il desiderio dello spettatore di conoscere ciò che sta "oltre" Regan: non solo il demone che la possiede, ma anche l'ambiente, il volto associato alla voce maschile, le componenti diegetiche celate ora fuoricampo dal PP. In una parola, l' "altro" all'infuori della bambina.

inq. III

Raccordo sul sonoro (parole di Regan e musica extrad.) e raccordo sull'asse. Piano d'ambientazione e TOT. CM di una camera da letto con Regan al centro seduta su una poltrona. Lo psichiatra le sta di fianco seduto, mentre la madre è seduta su una panca di fronte. Un terzo uomo, il dottore della clinica che ha in cura Regan, è in piedi sulla sin. Lo psichiatra chiede a Regan se lo lascerà parlare con l'entità che vive dentro di lei, ma la ragazzina risponde "No". La mdp è fissa e l'inquadratura è in deep-focus. Parole dello psichiatra e di Regan; musica extrad. Durata 11".
Ecco finalmente svelato il fuoricampo. Il TOT della stanza ripreso in deep-focus comprende tutti e quattro i personaggi di questa sequenza (Regan, la madre di Regan, lo psichiatra, il dottore). La composizione dell'inquadratura forma un triangolo e si suddivide in due piani distinti: da una parte la "base" con la madre ed il dottore, dall'altra il "vertice" formato da Regan (lo psichiatra è posto nello stesso piano sagittale della bambina, ma al suo fianco, relegato "fuori"). Regan ha lo sguardo rivolto dal lato opposto rispetto agli altri astanti ed è vestita con un indumento azzurro molto sgargiante in contrapposizione ai colori scuri degli abiti dei tre adulti; è l'unica ad essere illuminata dalla luce diegetica della lampada posta dietro di lei e le sono rivolti tutti gli sguardi: rappresenta insomma il fulcro scenico ed un elemento a sè stante, contrapposto agli altri. L'inquadratura in totale, racchiudendo tutto lo spazio diegetico del racconto assieme ai quattro personaggi, trasmette per un momento un senso di sicurezza (solo apparente) scandito dal ritmo flebile della conversazione. Ma quel "no" pronunciato da Regan come un fendente che lacera la carne ci riproietta prepotentemente nell'angoscia ed inquietudine più cupi.

inq. IV

Raccordo sul sonoro (parole di Regan e musica extrad.) e piano d'ascolto. PP della madre di Regan con le mani conserte davanti alla bocca in segno di preghiera, terrore e disperazione. La mdp è fissa. e lo sfondo in soft focus. "No" pronunciato da Regan e parole dello psichiatra fuoricampo. Musica extrad in sottofondo. Durata 3".
Questo PP della madre compresso in un gesto disperato che mima una preghiera contiene tutta l'angoscia della donna assieme alla sua totale impotenza. Lo sfondo, pur ripreso in soft focus rivela la fotografia di una donna (probabilmente la Madonna) nell'atto di pregare, posta dietro al PP della signora MacNeil in un' ideale composizione diagonale. Emerge chiaramente il tema del "doppio", non solo dal punto di vista iconico (signora MacNeil e foto da una parte, Regan e presenza demoniaca dall'altra) ma soprattutto da quello concettuale e simbolico (la Madre Di Gesù nell'atto di pregare per la salvezza del proprio figlio e dell'umanità tutta, e la madre di Regan nel medesimo disperato intento nei confronti della figlia). Il soft focus riconduce anche al tema di totale isolamento mentale della donna con conseguente focalizzazione assoluta nei confronti di Regan, come se l'ambiente rappresentasse per lei una mera cornice senza importanza: è come un' oggettiva soggettivata.

inq. V

Raccordo sul sonoro (musica extrad.)Campo di Regan. PP di Regan. Prosegue il dialogo tra lo psichiatra e la bambina. La mdp è fissa. Parole di Regan e parole dello psichiatra fuoricampo. Musica extrad. Durata 3".
Il PP di Regan preceduto da quello della madre rappresenta una sorta di soggettiva psicologica della donna.

inq. VI

Raccordo sul sonoro (parole dello psichiatra fuoricampo e musica extrad.) e piano d'ascolto. MB del dottore in piedi mentre osserva la scena. La mdp è fissa. Parole dello psichiatra fuoricampo. Musica extrad. Durata 2".
Un altro inserto che mostra il secondo astante (il dottore) ripreso nella funzione di osservatore.

inq. VII

Raccordo sul sonoro (parole dello psichiatra fuoricampo e musica extrad.) e campo di Regan. PP di Regan. La mdp è fissa. Parole dello psichiatra fuoricampo e risposta di Regan. Musica extrad. Durata 4".
Siamo nuovamente di fronte ad una soggettiva psicologica, sia del dottore che, come da inq. V della signora MacNeil.

inq. VIII





Raccordo sull asse e sul sonoro (musica extrad.). Passaggio dal PA al MB dello psichiatra mediante un breve movimento di dolly verso l'alto nel momento in cui l'uomo si alza dalla poltrona, seguito da una carrellata ottica in avanti. Regan viene posta progressivamente fuoricampo dal movimento in avanti dello zoom. Parole dello psichiatra e musica extrad. Durata 11".
La presentazione dello psichiatra come quarto astante segue quella di Regan, della madre e del dottore, ed ha la particolarità di essere accompagnata dal primo "movimento" della mdp (zoomata in avanti) di questa sequenza. Il movimento rappresenta qui sia il preludio del risveglio del demone (passaggio dalla condizione di sonno a quella di veglia, già introdotta dalle inq. I e II), sia l'azione dello sguardo interiore proteso a scoprire e svelare ciò che si cela all'interno della bambina.

inq. IX

Raccordo sul sonoro (parole dello psichiatra e musica extrad.). MF di Regan sdraiata sulla poltrona. La mdp esegue una brevissima carrellata in avanti verso Regan, per poi fermarsi. Parole dello psichiatra e musica extrad. Durata 6".
Uno stacco rimette in campo la figura di Regan non appena lo psichiatra si rivolge all'entità che dimora "dentro" la bambina, e il movimento fluido in avanti viene riproposto da una carrellata, mantenendo una continuità tematica e formale con l'inq. VIII dalla quale deriva. Se nell'inq. preced. avevamo il MB dell'uomo, ora sono inquadrate le sue gambe e quindi "l'altra metà": due parti (gambe e MB) che compongono un unico individuo, in parallelo metaforico con Regan ed il demone che la possiede.

inq. X




Raccordo sul sonoro (musica extrad.). PP dello psichiatra mentra cammina verso sin, si volta e si ferma. Rivolgendosi a Regan chiede all'entità demoniaca di rivelarsi e di rispondere alle sue domande. La mdp esegue una breve panoram. orizz. a seguire l'uomo mentre si muove. Parole dello psichiatra e musica extrad. Durata 6".
Lo psichiatra, dopo aver ipnotizzato Regan e quindi anche l'entità demoniaca, ordina a questa di rivelarsi; il suo movimento con cambio di direzione e sguardo è ancora preludio della comparsa del "doppio" della bambina, mimato in quel gesto di voltarsi che svela appunto l'altro lato del suo volto.

inq. XI




Raccordo sul sonoro (parole dello psichiatra e musica extrad.). DETT della mensola sopra al caminetto con la fotografia di Regan che cade al suolo; il vetro del portafotografia si rompe a causa dell'impatto. L'ultima micro inq. è anche una soggettiva psicologica dello psichiatra. La mdp esegue una veloce panoramica verticale verso il basso a seguire il tragitto del portafotografia. Rumore del vetro rotto e urlo della madre di Regan. Durata 1".
Quest'inq. rappresenta metaforicamente l'entrata scenica dell'entità demoniaca: la caduta del portafotografia con la foto di Regan allude sia alla "scomparsa" psichica della ragazza (con conseguente apparizione del suo doppio, il demone), sia alla discesa morale della fanciulla, lo scatenarsi di tutto ciò che vi è di più abbietto e perfido al suo interno, segnato da quel rumore secco di vetro infranto che come una ferita squarcia la bambina per "liberare" il male. Inoltre vi è una sorta di corrispondenza cinetico-visiva con l'inq. precedente (il portafotografia che si rovescia e cade, ed il volto dello psichiatra che si volta e guarda in basso) sempre inscritta nel tema dominante del "doppio", ripreso anche nell' inq. seguente (XII).

inq. XII


Raccordo sul sonoro (urlo della madre di Regan e rumore del vetro infranto);scavalcamento di campo; oggettiva dello psichiatra. MB dello psichiatra con alle spalle il MB del dottore ripreso in soft focus. Lo psichiatra guarda prima verso la direzione del portafotografia caduto a terra, poi si volta verso Regan incuriosito da un ruggito cupo proveniente da quella direzione; il dottore esegue i sui stessi movimenti in sincronia. La mdp è fissa. Urlo della madre di Regan, rumore del vetro rotto e ruggito cupo (tutti rumori fuoricampo). Durata 3".
Con quest'inq. ha inizio la rappresentazione del demone interiore che sovrasta Regan annichilendola, guidato dalla più becera bestialità (il ruggito fuoricampo ne è esplicita emanazione nonché caratterizzazione spaziale di presenza scenica). Rispetto a tutte le inq. precedenti (in particolare la VII e la X) è evidente un netto scavalcamento di campo (fino ad ora lo psichiatra si trovava a sin del quadro rivolto verso dx, e Regan a dx rivolta verso sin) : adesso la mdp ha violato lo spazio "al di là" della linea di interesse, capovolgendo la posizione e la direzione di sguardi. Questo cambiamento (se vogliamo non proprio brusco perché mediato dall'inq. XI che si pone come un inserto tra la X e la XII) in concomitanza con l'apparizione dell'entità malefica ne sottolinea la totale presa di possesso; è il demone ora ad agire, attore principale della scena: Regan (occupando prima la parte dx del quadro) non è più presente, lasciando il posto all' "altra" Regan che occupa ora la parte sin. Il "capovolgimento" della mdp e della bambina viaggiano dunque in parallelo. Ancora una volta lo sdoppiamento di Regan è introdotto dalla composizione scenica ovvero dalla linea diagonale che congiunge lo psichiatra con il dottore posto al suo fianco e ripreso in soft focus: non solo semplice similitudine iconica ma anche cinetica, con la ripetizione in parallelo da parte del dottore dei medesimi movimenti dello psichiatra.

inq. XIII

Soggettiva psicologica dello psichiatra e raccordo sul sonoro (ruggito di Regan). PPP di Regan in preda alla possessione demoniaca con gli occhi chiusi. La mdp è fissa. Ruggito cupo di Regan e colpo di tosse di uno degli astanti fuoricampo. Durata 2".
L'apparizione del demone con un PPP rappresenta un ulteriore punto di rottura rispetto alle inq. precedenti raffiguranti Regan (inq. II, V, VII, IX): dove allora la presenza della bambina "non ancora posseduta" era resa da una posizione centrale rispetto al quadro, ora il suo volto è posto a sin inquadrato da un lato con la mdp.

inq. XIV

Raccordo sul sonoro (ruggito di Regan), piano d'insieme in FI ed oggettiva dello psichiatra. La bambina posseduta emana un fetore nauseante dalla bocca che costringe la madre ed il dottore ad indietreggiare tossendo. Lo psichiatra si rivolge al demone chiedendole se sia l'entità che si trova all'interno di Regan. La mdp è fissa. Ruggito di Regan, colpi di tosse degli astanti, parole dello psichiatra. Durata 6".
Quest'inq. mostra un piano d'insieme che si contrappone a quello dell'inq. III con un nettissimo scavalcamento di campo: ancora una volta spazio filmico del demone in antitesi con quello della bambina.

inq. XV

Soggettiva dello psichiatra e campo di Regan. PPP di Regan che continua ad emettere dei sinistri "ruggiti" tenendo gli occhi chiusi. La mdp è fissa. Rumore dei "ruggiti demoniaci" di Regan. Durata 2".

inq. XVI

Oggettiva dello psichiatra ripreso in PP nell'atto di sedersi e suo controcampo; lo sfondo è ripreso in soft-focus. La mdp è fissa. Rumore dei colpi di tosse e dei "ruggiti" di Regan fuoricampo. Durata 2".

inq. XVII

Raccordo sul sonoro (ruggiti di Regan) e piano d'ascolto della madre di Regan ripresa in PP mentre si copre il naso con un fazzoletto per il fetore. Lo sfondo è ripreso in soft-focus. La mdp è fissa. Rumore dei ruggiti di Regan e parole dello psichiatra fuoricampo mentre chiede al demone "Chi Sei?". Durata 1".

inq. XVIII


Raccordo sul sonoro (ruggiti di Regan) e soggettiva dello psichiatra. MB di Regan mentre si volta verso lo psichiatra ringhiando, aprendo gli occhi ed assumendo per un attimo un volto demoniaco. La mdp è inclinata verso il basso ed esegue una brevissima carrellata ottica in avanti per poi fermarsi. Rumore dei ruggiti di Regan. Durata 3".
Nell'inq. I l'apertura degli occhi di Regan rappresentava il "risveglio" della bambina (in senso metaforico), mentre adesso introduce quello del demone. L'inclinazione della mdp sottolinea la presenza inquietante dell'entità, con un parallelo alle inq. II, V, VII, IX dove invece la mdp non aveva alcuna inclinazione rilevante per mettere così in evidenza il carattere mite e tranquillo della bambina in quel preciso momento (ricordiamo che era sotto ipnosi).
Lo sguardo demoniaco della bambina rivolto verso la mdp (l'inq. è una soggettiva dello psichiatra) è diretto anche e soprattutto allo spettatore: per mezzo di questa soggettiva entriamo direttamente nello spazio diegetico e in quella stanza; il male incrocia i nostri occhi, ci gela il sangue e si prepara a colpire.

inq. XIX


Raccordo sul sonoro (ringhio di Regan). DETT della mano di Regan mentre si china bruscamente verso il basso per afferrare i genitali dello psichiatra. Lo sfondo è in soft-focus. La mdp panoramica velocemente in diagonale dall'alto verso il basso a seguire la mano di Regan. Ringhio di Regan, rumore della mano mentre afferra i genitali e urla dello psichiatra. Durata 1".

inq.XX

Raccordo sul sonoro (urla dello psichiatra e ringhio di Regan) e sul movimento. PP dello psichiatra sconvolto dal dolore mentre si alza urlante dalla poltrona. La mdp esegue una brevissima panoramica verso l'alto a seguire il movimento dello psichiatra. Ringhio di Regan fuoricampo ed urla dello psichiatra. Durata 1".

inq.XXI

Raccordo sul sonoro (urla dello psichiatra e ringhio di Regan); piano d'ascolto della madre di Regan ripesa in PP nell'atto di alzarsi ed indietreggiare sconvolta dalla visione. La mdp esegue una brevissima panoramica verso l'alto e verso sin a seguire la donna. Urla dello psichiatra e ringhio di Regan fuoricampo. Durata 2".

inq.XXII

Raccordo sul sonoro (ruggiti di Regan ed urla dello psichiatra) e semisoggettiva di Regan. MF dello psichiatra mentre sta per cadere a terra urlante sotto la morsa ai genitali della ragazzina. La mdp esegue un brevissimo movimento di re-inq. dello psichiatra verso il basso. Ringhio di Regan e urla dello psichiatra. Durata 1".
Ora il punto di vista è quello di Regan (più propriamente il demone che la possiede). Le inq. XX e XXI erano caratterizzate da un movimento ascensionale sia dei protagonisti che della mdp; nella XXII e nella XXIII invece il movimento è tutto verso il basso: se in quelle si cercava una via di fuga, la salvezza, l'allontanamento dal "male", adesso è il "male" a sovrastare ed annichilire.

inq.XXIII


Raccordo sul sonoro (ringhio di Regan e urla dello psichiatra) e sul movimento (caduta dello psichiatra); soggettiva di Regan. MB dello psichiatra ripreso mentre cade violentemente sul pavimento con la ragazzina sopra di lui. La mdp è posta perpendicolarmente al volto dello psichiatra e lo segue nel suo movimento verso il basso (fino allo schianto sul pavimento) senza cambiare angolazione. Ringhio di Regan e urla dello psichiatra. Durata 2".
Quest'inq. è la sublimazione dell'annientamento umano di fronte al "male": vediamo ancora attraverso gli occhi del demone che, come un macigno, schiaccia a terra lo psichiatra completamente impotente. Ora è lo sguardo dell'uomo a rivolgersi verso la mdp e lo spettatore, comunicando un profondo senso di disperazione e paura: per un istante siamo noi "il male", e l'uomo ci guarda, terrorizzato. Il movimento dell'uomo e della mdp rappresenta metaforicamente lo sprofondamento morale, la distruzione, la "caduta" della condizione umana (ricordiamo lo stesso movimento discensionale nell'inq. XI).

inq.XXIV


Raccordo sul sonoro (urla dello psichiatra), sul movimento (dimenarsi dello psichiatra) e sull'asse. Quest'inq. è anche una falsa soggettiva del dottore che accorre per liberare lo psichiatra da Regan, esplicitando nell'ultima micro inq. la sua presenza ed impallando per un attimo con la schiena gli altri due protagonisti. MF dello psichiatra a terra. La mdp a mano ha un'angolazione verso il basso ed esegue un movim. all'indietro verso l'alto a seguire il movim. del dottore nell'atto di allontanare la ragazzina dal professore. Urla dello psichiatra e parole del dottore. Durata 1,5".

inq.XXV



Raccordo sul movimento (il dottore afferra e sposta violentemente Regan) e sul sonoro (parole del dottore). Il dottore afferra Regan per le braccia e si scaraventa a terra con la bambina sopra di lui. Passaggio dal DETT delle mani del dottore che afferrano quelle di Regan strappando via la ragazzina dallo psichiatra alla MF di Regan, seguito dal MB della bambina urlante che si dimena. La mdp a mano esegue dei movimenti di re-inq su Regan, riprendendo la sua caduta dall' alto con un'angolaz. verso il basso ed un movim. in avanti. Parole del dottore e urla di Regan. Durata 4,5".
Viene ripreso nuovamente il tema della caduta, questa volta con riferimento esplicito alle inq. XXII e XXIII, ma ora a cadere è il demone, per mano di un uomo: il messaggio sotteso di possibile salvezza e redenzione è chiaro, ma il fatto che il dottore si trovi sotto la bambina-demone (ancora una volta l'annichilimento umano) rimanda al significato sacrificale che prelude all'epilogo del film, quando Padre Karras immolerà la sua vita per salvare quella di Regan.

Tutta la seq. è strutturata seguendo il tema del "doppio" evidenziato da precise tecniche stilistiche e di regia che differenziano i due momenti principali: lo spazio filmico di Regan e quello del demone che dimora al suo interno. Il taglio netto tra le due è dato dall'inq. XI che scandisce il passaggio ad un'altra dimensione caratterizzata, tra l'altro, da un ritmo di montaggio più serrato e concitato: si confrontino ad es. le durate delle inq. III e XIV (due piani d'insieme), rispettivamente di 11" e 6", emblemi del mutamento scenico avvenuto.

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