Se solo mi ricordassi cosa viene dopo "abra" farei sparire l'intero pubblico [Harry Houdini]

25 Aug 2005

Il "testamento" di Hitchcock ("Family Plot", A.Hitchcock, 1976)



"Family Plot", diretto da Hitchcock nel 1976 rimane purtroppo l'ultimo film del grande maestro: egli non avrà infatti più le forze per dirigerne un altro, essendo ormai vecchio e malato.
Qualche critico cinematografico affetto da una spocchiosa ed irriverente boria, continua a considerarlo un film "minore" del regista inglese. Io trovo invece che sia una delle sue opere più riuscite per quanto riguarda il frangente tematico, mostrando un ottimo intreccio tra regia e sceneggiatura. Senza dubbio la "stanchezza" di Hitchcock emerge in alcune scene, ed un paragone tra "Family Plot" e capisaldi quali "Vertigo" o "Psycho" resta alquanto azzardato. Nonostante poche flebili ombre, il genio di Hitchcock appare inesauribile anche in questa sua opera finale: è presente una scena in particolare che racchiude l'essenza del film ( e a ben vedere la summa stessa della filmografia Hitchcockiana) ovvero il tema del doppio, i percorsi della vita, la vita e la morte legati in un'entità bivalente.

Sinossi: Il film parla delle vite parallele di due coppie, che si intersecheranno quasi per caso fino a divenire una sola con esiti rocamboleschi.
Blanche e George sono una coppia giovane e squattrinata: lei lavora come medium presso facoltose vedove imbrogliando circa i suoi poteri paranormali, mentre lui è un tassista ma, reggendo il gioco alla fidanzata, si improvvisa spesso detective per scovare informazioni che aiutino Blanche nella sua attività di "falsa medium".
L'altra coppia è formata da Arthur Adamson, un gioielliere benestante, e dalla sua compagna Fran. In realtà i due sono una banda di rapitori specializzata nel sequestro di personalità benestanti, chiedendo sempre come riscatto delle gemme preziose dal valore di svariati milioni diDollari.
Quando Blanche verrà incaricata da una ricchissima signora anziana di ritrovarle il nipote dato in affidamento appena nato molti anni addietro, le vicende della coppia si incroceranno con quelle dei due rapitori: infatti proprio Arthur Adamson risulterà essere il nipote "scomparso". Blanche e George rischieranno la vita in questa contorta vicenda, ma alla fine avranno il sopravvento sulla seconda coppia facendoli arrestare dalla polizia.

La scena comincia dopo 81':22" dall'inizio del film. Blanche e George, nel tentativo di scoprire dove sia Shoebridge, sono appena sfuggiti ad un tentato omicidio da parte di Joseph Maloney, un complice di Adamson ai tempi in cui cambiò identità. A perdere la vita è però Maloney, e ora ci troviamo al suo funerale.



Anno: 1976
Regia: Alfred Hitchcock
Sceneggiatura: Victor Canning, Ernest Lehman
Montaggio: J. Terry Williams
Fotografia: Leonard J. South
Musiche: John Williams
Durata: 121'
Formato: 1.85:1

inq. I



Siamo in un cimitero all'aperto.
La mdp esegue un movimento misto di dolly verso dx con panoramica orizz. a 180° da sin verso dx: F.I. di un gruppo di lapidi, panoramica vs dx fino a inquadrare in F.I. un gruppo di persone che presenziano la messa funebre per Joseph Maloney tenuta da un prete (lieve carrellata ottica indietro) e breve pausa della mdp, poi panoramica ancora verso dx con carrellata ottica in avanti ad inquadrare George in MB che guarda la scena. In sottofondo si sentono le parole del prete.Durata 19"

La prima inq. rappresenta un piano totale raffigurante l'ambientazione (il cimitero) e i protagonisti dei primi campi e controcampi: gli astanti al funerale ma soprattutto George. Il movimento panoramico della mdp pone in relazione ambiente e personaggi in ordine di importanza crescente: per ultimo viene inquadrato George in angolo a dx, il personaggio principale della sequenza. Si tratta di un movimento panoramico a "scoprire" tendente ad un climax finale enfatizzato dalla zoomata in avanti, molto ricorrente nei films di Hitchcock.

inq. II

Raccordo sul sonoro (parole del prete) e piano d'ascolto. P.A. di parte del gruppo di persone che presenziano al funerale. Al centro notiamo la signora Maloney, la vedova del defunto. In basso dell'inq. al centro vediamo il particolare del mazzo di rose rosse poste sopra la bara. La mdp è fissa. Continuano le parole del prete. Durata 5"
L'inquadratura mostra una parte delle persone presenti al funerale con al centro la vedova Maloney, protagonista secondaria della sequenza.

inq. III

Raccordo sul sonoro (parole del prete) e campo in P.A. di parte del gruppo di persone al funerale, con al centro il prete. In basso dell'inq. al centro vediamo il particolare del mazzo di rose rosse poste sopra la bara. La mdp è fissa. Il prete continua la messa. Durata 4".
Siamo di fronte al controcampo dell'inq. precedente. Vediamo per la prima ed ultima volta il prete mentre pronuncia le parole della messa, le quali erano e saranno d'ora in poi sempre fuoricampo. L'intenso colore rosso (lato inf. dell'inq.) delle rose poste sopra la bara del defunto e l'identica composizione dei due quadri, collegano visivamente le inquadrature II e III.

inq. IV


Raccordo sul sonoro (parole del prete) e piano d'ascolto in MB di parte della folla con al centro la vedova Maloney. La mdp è fissa. La donna verso la fine dell'inq. guarda a filo della mdp verso dx. Il prete continua a parlare. Durata 6".

inq. V


Raccordo sul sonoro (parole del prete) e soggettiva (psicologica) della Sig.ra Maloney: dapprima abbiamo il MB del prete completamente a fuoco e in fondo la M.F. di George in soft-focus, poi l'immagine di George viene focalizzata ed il prete posto a sua volta in soft-focus. La donna pone attenzione prima sul prete poi - scossa - si accorge che dietro il sacerdote, sullo sfondo, è presente George. Anche George sta osservando la Sig.ra Maloney. La mdp è fissa (movimento solo della focale ottica). Inizia una musica extradiegetica dal tono cupo. Continua il discorso del prete fuoricampo. Durata 5"
In questo caso, la zoomata "mentale" della vedova Maloney (sguardo prima verso il prete e poi verso George - ovvero dal primo piano allo sfondo) è resa attraverso una zoomata ottica che ben rappresenta psicologicamente il rapido mutare d'interesse della donna.
L'avvio della musica cupa enfatizza l'angoscia, lo stupore e la paura della vedova nel vedere George.

inq. VI

Raccordo sul sonoro (parole del prete, musica extrad.) e piano di reazione in MB della Sig.ra Maloney, ma anche soggettiva psicologica di George. La Sig.ra Maloney dopo aver visto George appare visibilmente turbata, ed esce di campo verso sin. La mdp è fissa. Musica extrad. Il prete continua a parlare fuoricampo. Durata 9"
La donna è talmente scossa dalla visione di George, da abbandonare la cerimonia funebre per tentare di sfuggire all'uomo. Quest'inq. è una semisoggettiva di George: nell'inq. V abbiamo visto George guardare verso la mdp in quella che era la soggettiva della donna, per cui sappiamo che anche lui la sta osservando. Inoltre l'inq. seguente (VII) esplicita questa semisoggettiva di George. Insomma, l'inq. VI è preceduta e seguita (direi "racchiusa") dai piani di reazione di George (V, VII), quindi dalle sue oggettive: la donna è come se fosse stretta dalla "morsa" dell'uomo, e cerca invano di sottrarvisi.

inq. VII

Raccordo sul sonoro (parole del prete, musica extrad.) e piano di reazione di George in M.F. L'uomo osserva la donna andarsene e decide di seguirla. La mdp è fissa. Continuano le parole del prete fuoricampo. Musica extrad. Durata 2"

inq. VIII



Raccordo sul sonoro (discorso del prete) e raccordo sul movimento di George. C.L. del cimitero con i suoi vialetti. Inquadratura dall'alto. La mdp panoramica brevemente verso sin a seguire George e la Sig.ra Maloney che si diriggono verso sin lungo differenti vialetti del cimitero, fino ad incrociarsi nello stesso punto. Le parole del prete continuano in fuoricampo ma il loro volume comincia a calare man mano che i due si allontanano. Musica extrad. Durata 39"
Questa inquadratura rappresenta straordinariamente la summa di tutto il film: mostra i due personaggi percorrere i vialetti del cimitero per poi incrociarsi nel finale, in parallelo con le vicende delle due coppie (Blanche-George, Adamnson-Fran), ovvero due vite distinte che si incontreranno fino a mescolarsi in un unico tragitto comune. Ma la visione dall'alto rivela anche una sorta di labirinto, con tutte le implicazioni tematiche ben note in esso sottese: simbolo metaforico di vita e di morte, ricerca di una possibile via d'uscita, della salvezza (e quindi della vita vista anche come rinascita), ma anche luogo di confinamento e imprigionamento del male (il mito antico del Minotauro). Una figura metaforica ambivalente quindi, come piace al maestro. La via d'uscita dal labirinto incarna per George in questo frangente la scoperta del mistero circa l'identità di Shoebridge, la fine di un percorso (quasi un'iniziazione) che lo porterà alla verità, alla "salvezza", in una parola fuori dal labirinto. Ma in esso è implicita anche la morte (e il fatto che il "labirinto" sia posto proprio in un cimitero lo evidenzia) come enfatizzato dalla vicinanza della tomba di Shoebridge, la chiave di volta della vicenda, simbolo palese di morte ma anche paradossalmente di vita (anzi rinascita): non è forse una rinascita (fisica e spirituale) quella di Arthur Adamson, "risorto" dalle ceneri di Edward Shoebridge?

inq. IX





Raccordo sul sonoro (parole del prete, musica extrad.) e raccordo sul movimento di George. P.A. di George che entra in campo da sin mentre la Sig.ra Maloney è in P.A. di spalle. La mdp effettua una carrellata in avanti fino a portare i due in M.F. La mdp resta fissa con brevi movimenti di re-inquadratura. Cominciano a dialogare e George chiede insistentemente di sapere chi sia in realtà il Sig. Shoebridge. George si trova a sin dell'inq, la signora a dx. Poi la sig.ra tenta di andarsene verso sin del quadro ma George la blocca (la mdp esegue una veloce panoramica verso sin a seguirli, poi resta fissa) e proseguono il dialogo. Ora George è a dx e la sig.ra a sin. George minaccia di andare alla polizia, così la vediva Maloney cede e rivela all'uomo l'identità attuale di Shoebridge: ora si fa chiamare Arthur Adamson. Mentre la donna svela a George la verità, si volta e cammina verso la mdp seguita dall'uomo al suo fianco (la mdp esegue una carrellata a scoprire; la mdp si ferma quando la donna pronuncia il nome di "Arthur Adamson e poi resta fissa). La donna poi esce di campo correndo verso sin e George resta in campo visibilmente sorpreso dalla rivelazione della vedova Maloney. Le parole del prete restano in sottofondo ma enormemente affievolite per far posto al dialogo tra i due subito dopo l'inizio dell'inq. La musica extrad. cessa durante il dialogo, ma riprende non appena la donna nomina "Arthur Adamson". Durata 1':22"
In questa lunga inquadratura viene esposta drammaticamente la contrapposizione fra i personaggi di George e della Sig.ra Maloney, nonchè il forzato mutamento di propositi della donna. Durante la prima fase del dialogo, in cui la signora si rifiuta categoricamente di parlare con l'uomo, George è sulla sin mentre lei sulla dx voltata di spalle rispetto alla mdp (il suo rifiuto è nettissimo anche in base alla posizione del suo corpo ed al fatto che tenta più volte invano di scappare sulla dx). Poi la donna si volta verso George, e corre sulla sin dell'inq. L'uomo la ferma e minaccia di andare alla polizia per denunciarla come complice del defunto marito. Ora George è sulla sin e la donna sulla dx: posizione completamente opposta alla precedente, dato che la donna ha deciso adesso di rivelare dove si trovi Shoebridge. Prima di enunciare le ultime parole rivelatorie la signora si volta (capovolgimento di 180° rispetto ad inizio inq.) dalla parte della mdp ed avanza verso la camera che esegue una carrellata a precedere. Poi la mdp si ferma assieme alla donna che pronuncia finalmente la verità su Shoebrige svelando il mistero: non è morto e si fa chiamare ora Arthur Adamson. Siamo così passati da una situazione di negazione della verità (spalle verso la mdp), ad una diametralmente contraria di enunciazione della verità (avanzamento e sguardo verso la mdp), attraverso uno stato intermedio di mutamento radicale della posizione all'interno dell'inq.
L'inq. mantiene in campo George anche dopo che la donna esce di campo verso sin correndo, enfatizzando così il suo stato d'animo (stupore in primis) in seguito alla rivelazione della vedova.

inq. X

Raccordo sul movimento della Sig.ra Maloney, sul sonoro (musica extrad.) e soggettiva di George. F.I. della sig.ra Maloney che entra in campo da dx correndo verso la lapide di Shoebridge, prendendola poi a pedate. La signora poi esce di campo verso sin. correndo via. La mdp è fissa. La musica extrad. ha un picco drammatico durante il gesto rabbioso e disperato della signora. Durata 5"
La povera signora si sfoga sulla lapide di Shoebridge tirandole due calci ed urlando :"Fake! Fake!" (trad. "Falso! Falso!"). In questo caso le pedate sono indirizzate ad Edward Shoebridge / Arthur Adamson, così come le due imprecazioni. A ben vedere sia Edward Shoebridge che Arthur Adamson, sono in un certo senso doppiamente falsi: Shoebridge si è finto Adamson, e questi si è finto a sua volta Adamson (inteso qui come gioielliere), essendo la sua attività reale un'altra (il rapitore).

inq. XI

Raccordo sul sonoro (rumore dei passi della vedova Maloney e musica extrad) e piano di reazione di George. MB di George che segue con lo sguardo la sig.ra fuggire via, poi si volta verso la lapide di Shoebridge, sempre più sorpreso. La mdp è fissa. Musica extrad. Durata 8"

inq. XII

Raccordo sul sonoro (musica extrad.) e semisoggettiva di George. 1/2 P.P della lapide della tomba di Edward Shoebridge. La mdp è fissa. La musica extrad. va terminando (terminerà all'inizio dell'inq. della sequenza successiva).Durata 3"
L'ultima inq. è una soggettiva drammatica di George, poichè rispecchia non la sua visione naturale della lapide, ma una più ravvicinata rispetto alla sua posizione di osservatore, con enfasi sul nome "Edward Shoebridge" finalmente svincolato dall'enigma che lo circondava. Tutta la sua attenzione ora è posta su questo personaggio, o per meglio dire sull' alter ego Arthur Adamson.

La sequenza ha fondamentalmente un ritmo abbastanza semplice: una presentazione media (19"), un raggiungimento del climax (inq. IX di 1':22") in crescendo ed un finale piu' rapido. Gli accostamenti di quasi tutte le inquadrature successive vengono effettuati con i medesimi piani (II-III P.A., IV-V-VI-VII MB:, XI-XII MB) mantenendo un effetto visivo complessivamente "simmetrico".
A ben vedere penso che questa sequenza rappresenti veramente una sorta di testamento Hitchcockiano, se non altro perchè forse mai prima d'ora il regista era giunto ad inglobare il senso della sua filmografia in un'unica figura iconica così forte e pregnante come questo tortuoso tragitto labirintico percorso da due persone. In esso è insito tutto: la vita, la morte, il viaggio, la simbologia del vortice, il tema del doppio, la figura della madre (il labirinto simbolicamente rappresenta fin dall'antichità anche la "Madre Terra" per via dei suoi percorsi sinuosi simili a viscere, al grembo materno), la rinascita, il percorso iniziatico alla scoperta dell'Io interiore. Quel "labirinto" che poi il sommo Stanley Kubrick riprenderà nel magnifico "The Shining" del 1980.

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