La ragazza, la busta e la valigia ("Psycho", A.Hitchcock, 1960)

Quella qui analizzata è la sequenza nella quale emerge tutta la drammaticità legata alla decisione di Marion presa nella seq. precedente: la sottrazione dei 40.000 $ appartenenti a Mr. Cassidy ("Psycho", 1960, A.Hitchcock). La ragazza ha già pianificato la fuga, ma dentro di lei si annida il tormento di una scelta sofferta e difficile. Il dubbio la attanaglia in una morsa amletica. La busta con i soldi, simbolo bifronte di "salvezza" e "peccato", libertà e dannazione assieme, punge nella mente in maniera insopportabile.
La sequenza rappresenta un mirabile esempio delle potenzialità drammatiche insite nel puro movimento della mdp e nel montaggio. Non ci sono dialoghi , ma solamente la musica extradiegetica e i rumori di sottofondo.
La seq. comincia a 10':41" dall' inizio del film e dura poco meno di 2'.
Sinossi: Marion Crane (Janet Leigh) è impiegata in un'agenzia immobiliare a Phoenix in Arizona. E' innamorata di Sam Loomis (John Gavin), un uomo che ha da poco divorziato dalla sua ex moglie. Il ragazzo è stretto nella morsa dei debiti: deve pagare gli alimenti alla sua ex moglie e alcuni debiti contratti dal padre ormai defunto, motivo per il quale non puo' ancora sposare Marion. Marion è infelice per questa condizione e la necessità la porta a sottrarre indebitamente 40.000 Dollari che avrebbe dovuto depositare in banca, e si dà alla fuga. Smarrendosi durante il tragitto per raggiungere Sam, giunge al Bates Motel gestito da Norman Bates (Anthony Perkins) e dalla vecchia madre malata di questo. In realtà la madre di Norman è morta da tempo ed il ragazzo, soffrendo di disturbi schizofrenici, si traveste come la madre pensando di essere lei ed uccide la povera ragazza. In seguito Sam e Lila (Vera Miles), la sorella di Marion, aiuteranno a fare luce sull'intera vicenda fino all'epilogo nel quale Norman Bates verrà arrestato.

Anno: 1960
Regia: Alfred Hitchcock
Sceneggiatura: Joseph Stefano
Montaggio: George Tomasini
Fotografia: John. L. Russel
Musiche: Bernard Hermann
Durata: 104'
Formato: 1.85:1
inq. I






L'inq. comincia con una dissolvenza incrociata con la seq. precedente, dove Marion usciva dall'agenzia immobiliare.Vi è quindi un'ellissi temporale. Ora siamo all'interno del suo appartamento, nella camera da letto. La prima cosa che vediamo entrare in campo da sin è l'ombra di Marion, cosi' come alla fine della seq. precedente era sempre l'ombra ad uscire di campo per ultima verso dx. La donna indossa solamente una sottoveste ed un wonder-bra neri, e si dirige verso un armadio per prendere dei vestiti. Le prime micro-inq. sono in FI. La mdp è prima fissa su Marion che entra in campo da sin, si volta verso il letto e si dirige verso l'armadio ripresa in FI di spalle, poi un elaborato movimento di dolly (breve panoramica verticale verso il basso seguita da una carrellata in avanti e vs il basso) porta Marion fuori campo fino ad inquadrare il dettaglio della busta con i soldi appoggiata sopra al letto. Comincia la musica extradiegetica che comunica un senso d'ansia. La mdp resta fissa sul dettaglio della busta per 2", poi il movim. prosegue con una breve panoramica orizz. verso sin leggermente verso l'alto fino a portare la busta fuori campo per arrivare al dettaglio di una valigia aperta, appoggiata sopra al letto, contenente dei vestiti . Durata 20"
Il particolare dell'ombra riflessa di Marion, si allaccia per analogia con la seq. precedente e rimanda prepotentemente al tema del doppio già trattato. Ad agire ora non è più la Marion Crane del prologo, ma una Marion Crane "trasformata", decisa (ma non ancora del tutto) a commettere un reato, pervasa ormai dal "peccato" infusole da Cassidy. Se nella prima seq. ambientata all'interno del motel, Marion indossava biancheria intima bianca (simbolo metaforico di purezza e rettitudine morale), ora la vediamo indossare della lingerie nera, con un significato diametralmente opposto. Tuttavia, nonostante questi chiari indizi, NON siamo del tutto sicuri delle reali intenzioni della ragazza: è tornata dalla banca dopo aver depositato i soldi, o si appresta a fuggire con il denaro? Le prime micro-inq. sono ambigue in proposito, poichè sapevamo che Marion doveva recarsi in banca, depositare i soldi ed andare a letto perché non stava bene. Ebbene, in FI vediamo Marion in camera da letto quasi svestita rovistare nel suo armadio, e ciò in un primo momento potrebbe essere il preludio del suo coricarsi per riposare, avvalorando cosi' la prima ipotesi. Tuttavia, il movimento della mdp verso il dettaglio della busta, sgretola questa flebile ipotesi ed evidenzia in maniera lampante come il denaro non sia stato messo al sicuro in banca; il successivo dettaglio della valigia aperta rimarca inoltre la volontà della ragazza di fuggire. I tre elementi chiave della seq. (Marion, il denaro, la valigia) vengono dunque evidenziati completamente in questa prima inq., secondo un tipo di "presentazione frammentaria": ciascun elemento viene inquadrato in un campo "proprio" dove non compaiono assolutamente gli altri due, relegati nel fuori campo. Ognuno rappresenta un elemento a sé stante e solamente alla fine della sequenza ci sarà il loro "congiungimento" nel medesimo piano. Una prima "congiunzione" tematica è attuata mediante il movimento della mdp (dalla ragazza, alla busta, alla valigia), che lega appunto questi tre soggetti e nello stesso tempo li divide, escludendoli come si è detto dal quadro portandoli fuori campo. Tale dicotomia nel montaggio interno all'inquadratura rispecchia pienamente la fragile situazione psicologica di Marion, (in bilico tra l'andare fino in fondo con il suo proposito e tornare indietro lasciando perdere tutto) e nello stesso tempo propone in un climax in crescendo le reali intenzioni della ragazza dipanando così gradualmente l'ambiguità della terza micro-seq.
inq. II


Attacco sul sonoro (musica extrad.) con PA di Marion che si volta e si dirige verso il letto mentre si sta vestendo. La mdp è prima fissa poi esegue un breve movim. di re-inquadratura su Marion quando si gira. Durata 4"
inq. III

Raccordo sul sonoro (musica extrad.) e soggettiva di Marion. DETT della busta. La mdp è fissa. Durata 2"
Non si tratta di una soggettiva "reale", dato che Marion è molto più distante dalla busta per avere quel tipo di visione in dettaglio. Si tratta di una soggettiva "drammatizzata", in quanto la ragazza in quell'istante osserva la busta così come la sua ossessione la porta a vedere. Quella busta rappresenta la "salvezza" per Marion, ma con essa anche l'impossibilità di tornare indietro una volta intrapresa la via del "peccato".
inq. IV

Raccordo sul sonoro (musica extrad.) e piano di reazione di Marion in PP. La mdp è pressocchè fissa con un breve movimento di re-inquadratura finchè Marion finisce di vestirsi, poi panoramica brevemente verso sin con gran velocità a seguire la ragazza quando si dirige verso la valigia. Durata 10"
Vediamo la reazione alla vista della busta sul volto di Marion: la ragazza appare turbata. Il movimento veloce della mdp nel momento in cui la ragazza si sposta verso la valigia rispecchia la repentinità dei suoi pensieri : dopo la visione della busta, c'è un attimo di esitazione, seguito da questa rapida decisione. La ragazza si veste, tuttavia non sappiamo ancora COSA ha deciso. Disferà la valigia, tornando sui suoi passi, oppure proseguirà con il suo piano?
inq. V

Raccordo sul sonoro e sul movimento di Marion (musica extrad.) e semi-soggettiva di Marion. DETT della valigia aperta. La mdp è fissa. Marion introduce altri suoi effetti personali nella valigia. Durata 4"
Quest'inquadratura è rivelatoria, poichè dipana i "dubbi" dell'inq. precedente: Marion aggiunge altro abbigliamento in valigia, per cui capiamo che ha deciso di partire.
inq. VI



Raccordo sul sonoro (musica extrad.) e sul movimento di Marion. Piano di reazione di Marion. La mdp re-inquadra Marion in PP, poi la segue con una panoramica orizz.verso sin. quando la ragazza si dirige verso uno specchio per mettersi a posto l'abito (MF). La mdp resta fissa mentre Marion è davanti allo specchio, poi la re-inquadra quando la ragazza si volta verso il letto dove c'è la busta. Durata 13"
Quest'inquadratura ripropone nuovamente il tema del "doppio" con l'immagine di Marion riflessa nello specchio. La ragazza si guarda per un momento, poi abbassa lo sguardo e si volta verso il letto dove sappiamo esserci la busta. Lo scrutarsi allo specchio simboleggia qui lo sguardo interiore di Marion, il confronto tra i suoi due "io", tra le due scelte che le si profilano davanti, tra la Marion decisa a rubare il denaro e scappare e la Marion che vorrebbe lasciar perdere questo proposito insensato. Ma a prevalere è la prima e il voltarsi non rappresenta altro che l'abbandono degli ultimi dubbi, il discostarsi dall'altro "io" e il protendersi verso la busta con i soldi, ormai quasi l'unico pensiero della ragazza.
inq. VII

Raccordo sul sonoro (musica extrad.) e soggettiva di Marion. La valigia è di quinta (in soft focus) sul lato sin. e al centro dell'inq. vediamo la busta, sempre perno focale dell'attenzione. La mdp è fissa. Durata 1"
Questa volta la soggettiva di Marion è reale e per la prima volta vediamo nello stesso campo la busta e parte della valigia. La ragazza, dopo essersi voltata e discostata dalla propria immagine riflessa con tutte le implicazioni metaforiche sottese, appare più che mai convinta a prendere il denaro (la busta) e a partire (la valigia).
inq. VIII




Raccordo sul sonoro (musica extrad.) piano di reazione di Marion. Marion in MF prende la borsetta e poi si dirige verso la valigia aggiungendovi altro vestiario, poi si volta verso sin guardando brevemente una foto appesa al muro (i suoi genitori?) e poi verso dx avviandosi verso dx. Poi prende in mano un portadocumenti a lo apre. La mdp esegue un movimento di dolly a seguire Marion con delle brevi re-inquadrature, poi la segue verso dx e alla fine con un movimento di dolly verso il basso. Durata 16"
Marion si volta a guardare una foto appesa al muro (forse sono i suoi genitori?), poi si volta verso dx.: è singolare notare come si giri in tutte le direzioni, tranne che alle proprie spalle dove ritroverebbe la sua immagine riflessa allo specchio. Ormai la decisione è presa ed indietro non si torna.
inq. IX

Raccordo sul sonoro (musica extrad.) e sul movimento. Soggettiva di Marion. DETT del porta documenti mentre Marion vi scorre velocemente i documenti, lo richiude e lo ripone nella borsetta. La mdp inquadra dall'alto ed esegue un movimento di re-inquadratura. Durata 4"
Marion sta portando via con sè tutti i suoi documenti. Capiamo da questo gesto la sua determinazione ad andare fino in fondo.
inq. X


Raccordo sul sonoro (musica extrad.) e sul movimento. Piano di reazione di Marion in MF. Marion si avvia verso la valigia, la chiude e poi guarda nuovamente verso il letto dove c'è la busta. La mdp esegue un movimento di dolly verso dx e in avanti a seguire Marion fino a portarla in PP Poi esegue dei movimenti di re-inquadratura su Marion. Durata 10"
inq. XI

Raccordo sul sonoro (musica extrad.) e soggettiva di Marion. DETT della busta. Durata 1"
Anche quest'inquadratura come la III non è una soggettiva "reale" poichè la posizione di Marion è troppo distante per associarsi alla visione in dettaglio della busta. E' ancora una soggettiva "drammatizzata": è la busta che diventa "pensiero fisso" ed "ossessivo" nella mente della ragazza.
inq. XII





Raccordo sul sonoro (musica extrad.) e piano di reazione di Marion in PA Marion è ai piedi del letto con le braccia sopra alla valigia (mdp fissa), poi si dirige verso il lato sin del letto vicino alla busta e si siede sul letto (breve movimento di dolly della mdp verso sin a seguire, poi verso dx e verso il basso quando la ragazza si siede). Marion prende la busta con i soldi posta fuori campo e la ripone nella borsetta (mdp fissa), poi si alza e si avvia verso i piedi del letto, prende la valigia, si dirige verso l'armadio, afferra un soprabito e si avvia verso l'uscita (la mdp esegue un movimento di dolly a seguire, prima verso l'alto e a sin, poi una panoramica semicircolare verso dx con velocità crescente). Durata 30". L'inquadratura termina con una dissolvenza incrociata con la seq. successiva, dove Marion si trova in automobile (ellissi temporale).
L'inquadratura conclusiva ci mostra finalmente i tre elementi chiave (Marion, busta, valigia) nello stesso quadro, segno evidente che il cerchio è stato chiuso e la strada (del peccato) intrapresa.
Hitchcock utilizza una modalità straordinaria per rappresentare il dramma interiore di Marion e di conseguenza i tre soggetti principali di questa scena:
1)nell'inq. I un movimento di dolly della mdp lega insieme Marion, la busta e la valigia, ma nello stesso tempo vi è anche la loro separazione, poichè la messa in dettaglio di uno dei tre rappresenta la messa fuori campo degli altri;
2)nell'inq. II Marion è il soggetto;
3)nell'inq. III la busta è il soggetto;
4)nell'inq. IV Marion è il soggetto;
5)nell'inq. V la valigia è il soggetto;
6)nell'inq. VI Marion e il suo doppio sono i due soggetti;
7)nell'inq. VII la valigia e la busta sono i due soggetti;
8)nell'inq XII Marion, la busta e la valigia sono i tre soggetti ricongiunti.
Ricapitolando:
Marion, busta, valigia;(20")
Marion;(4")
busta;(2")
Marion;(10")
valigia;(4")
Marion e "l'altra Marion";(13")
busta, valigia;(1)
Marion, busta, valigia.(30").
Viene seguito quindi uno schema del tipo: ABC - A - B - A - C - A"A"- BC- ABC
La frammentazione dei tre soggetti e la loro unione (parziale e/o totale) ricalca perfettamente la precarietà psicologica di Marion di fronte alla situazione attuale: la ragazza è tormentata dai dubbi e dalle indecisioni sul da farsi di fronte ad un bivio che non è solamente narrativo, ma soprattutto esistenziale e quindi potenzialmente esiziale.
La prima e l'ultima inquadratura (I e XII) sono rivelatorie a riguardo: la I evidenzia l'indecisione totale (non solo di Marion ma anche del pubblico) e introduce il tema della congiunzione finale, mentre la XII rappresenta la ferma decisione , ed esplicita in maniera definitiva questa unione.
Difficile e raro trovare una sequenza con degli incastri narrativi e drammatici perfetti come questa: è regia allo stato puro, come solo un grande maestro è in grado di comporre ed orchestrare.






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