"You're going to take my queen?" ("Lolita", Stanley Kubrick, 1962) PARTE I

Analizzare una sequenza di un film di Kubrick è sempre un'esperienza titanica ed elettrizzante: si ha la sensazione e poi la consapevolezza di trovarsi di fronte alla perfezione assoluta, ad un'opera concepita da una mente con pochi eguali nel panorama registico passato e presente.
E' con questa premessa che mi accingo a scrutare nel profondo un film così dannatamente impeccabile come "Lolita", immedesimandomi non poco nella figura di un musicista che si prepari a scomporre nei dettagli un'opera di Mozart.
La sequenza in esame rappresenta l'incontro tra il professor Humbert e Mrs Haze prima, e la figlia della donna, Lolita, poi. In essa è insita già tutta la contrapposizione tra l'uomo e la madre di Lolita, nonché la perversa e fatale attrazione di Humbert nei confronti della ragazzina.

Anno: 1962
Regia: Stanley Kubrick
Sceneggiatura: Vladimir Nabokov, Stanley Kubrick
Montaggio: Anthony Harvey
Fotografia: Oswald Morris
Musiche: Bob Harris, Nelson Riddle, George David Weiss
Durata: 147'
Formato: 1.66:1
Sinossi: Il professor Humbert decide di stabilirsi presso la casa della sig.ra Haze prendendo in affitto una delle camere. In realtà l'uomo è spinto solamente dall'ardente desiderio di stare vicino a Lolita, la figlia quattordicenne della donna, perché follemente innamorato della fanciulla. La vicenda si complicherà ulteriormente poichè Mrs Haze dimostrerà subito una travolgente passione verso il professore; un terzo uomo, inoltre, il commediografo Clare Quilty, ossessionato come Humbert dalla figura di Lolita, diventerà l'antagonista designato dello sventurato insegnante.
L'epilogo della vicenda si concluderà tragicamente con la perdita per entrambi della ragazza - ormai impegnata con un altro uomo - con l'assassinio di Quilty da parte di Humbert e la morte in carcere di Humbert stesso.
Il film ha una struttura temporale interessante: si apre con l'epilogo della vicenda (l'assassinio di Clare Quilty), continua con un flashback della storia che ha portato all'omicidio, (raccontata da Humbert con un salto temporale indietro di quattro anni), e si conclude con la ripresa dell'epilogo, senza tuttavia mostrare nuovamente l'assassinio. Una struttura circolare che suggerisce bene il continuo ripetersi dell'evento in un'ineluttabile spirale che trascina verso l'oblìo senza via di scampo.
La seq. comincia dopo 11':50" dall'inizio del film. Dopo l'assassinio di Clare Quilty, il professor Humbert racconta con un flashback la vicenda che lo ha portato a compiere questo tragico gesto.
inq. I

Assolvenza dal nero. La scritta "4 years EARLIER" ("4 anni prima") introduce il racconto flashback di Humbert. Comincia una musica extradiegetica dal tono vario che cesserà nel momento del primo dialogo della sequenza.
inq. II

Racordo sul sonoro (musica extrad.). C.L.L. di un aereo che sorvola Manhattan. Mdp montata su un velivolo. Musica extrad. dal tono spigliato che si attenua dolcemente quando Humbert comincia a parlare. La voce di Humbert (voice over) racconta il suo arrivo in America. Durata 6".
inq.III

Raccordo sul sonoro (musica extrad. e parole di Humbert). C.L. di un treno che giunge ad una stazione. La mdp è fissa. Musica extrad. Le parole di Humbert continuano (voice over). Durata 3".
inq. IV

Raccordo sul sonoro (musica extrad. e parole di Humbert). C.L. di una strada di Ramsdale, la cittadina dove Humbert è giunto dall' Europa. La mdp è fissa. Musica extrad. Il discorso di Humbert continua (voice over). Durata 3".
inq. V

Raccordo sul sonoro (musica extrad. e parole di Humbert). C.L.L di Ramsdale. La mdp è fissa. Musica extrad. Il discorso di Humbert continua (voice over). Durata 2"
inq. VI


Raccordo sul sonoro (musica extrad. e parole di Humbert). C.L. di una strada di Ramsdale con un taxi dentro al quale viaggia Humbert. La mdp panoramica da sin verso dx a seguire il taxi mentre percorre la curva. Musica extrad. Il discorso di Humbert continua (voice over). L'inq. si conclude con una dissolvenza incrociata con l'inq. seguente. Durata 5".
inq. VII


Dissolvenza incroc. con l'inq. VI. Raccordo sul sonoro (musica extrad. e parole di Humbert). C.L. del taxi che percorre una strada. La mdp è montata su una camera car ed esegua una carrellata in avanti a seguire. Musica extrad. Il discorso di Humbert continua (voice over).L'inq. si conclude con una dissolvenza incrociata con l'inq. seguente. Durata 5".
inq. VIII



Dissolvenza incroc. con l'inq. VI. Raccordo sul sonoro (musica extrad. e parole di Humbert). C.L. del taxi che entra su un vialetto di una casa. Piano d'ambientazione della casa nella quale si svolgeranno le prossime inq. La mdp panoramica orizzontalmente da dx a sin a seguire il taxi. Humbert scende e si appresta ad entrare in casa dove affittano una stanza. Musica extrad. che si attenua fino a cessare all'inizio dell'inq. successiva. Il discorso di Humbert continua fino a cessare anch'esso (voice over).L'inq. si conclude con una dissolvenza incrociata con l'inq. seguente. Durata 12".
Le inq. II, III, e IV rappresentano con stacchi netti (raccordati però sul sonoro) i diversi mezzi di trasporto utilizzati da Humbert per giungere a Ramsdale dall'Europa, rispettivamente l'aereo, il treno e l'automobile, nell'esatto ordine che rimanda ad una descrizione decrescente dello spazio percorso: dal più ampio al più piccolo. L'inq. V è una sorta di piano di ambientazione per le inq. VI ,VII e VIII raccordate adesso sempre sul sonoro ma anche da dissolvenze incrociate usate qui per indicare un salto spaziale e temporale molto piu' ridotto dei precedenti dato il progressivo avvicinamento alla meta (casa Haze). Il viaggio in taxi di Humbert si apre con una panoramica orizz. da sin verso dx (inq. VI) e si chiude armoniosamente con una panoramica opposta (inq. VII), alla fine della quale la mdp resta fissa ad inquadrare l'abitazione (nuovo piano d'ambientazione per il dialogo che vi si svolgerà all'interno). Siamo giunti quindi al termine del viaggio, pronti ad entrare nel vivo della vicenda vera e propria.
inq. IX (piano sequenza di 46")


Dissolvenza incrociata con l'inq. precedente. Da P.A. di Humbert e Charlotte a F.I. Poi ancora P.A. Movimento di dolly della mdp a seguire i personaggi: carrellata in diagonale verso l'alto e a sin e poi zoomata ottica in avanti. Dialogo fra Humbert e Mrs Haze.
inq. X


P.A. Carrellata laterale da sin verso dx a seguire il movimento di Charlotte mentre si sposta dal corridoio alla camera che vuole affittare. Parole di Charlotte.
La parete tra il corridoio e la stanza disegna una sorta di divisorio spaziale durante la carrellata: una massa completamente nera che separa nella continuità del movimento della mdp lo svolgersi della vicenda, introducendo cosi' un nuovo ambiente scenico.
inq. XI



P.A. di Charlotte ed Humbert. La mdp è prima fissa, poi panoramica lievemente verso dx e poi verso sin a seguire i movimenti di Humbert in F.I.; in seguito ritorna fissa ed Humbert esce dal quadro verso sin. Charlotte si alza dalla sedia e lo segue: a questo punto la mdp esegue una carrellata laterale da dx verso sin a seguire Charlotte in P.A. Dialogo fra Charlotte ed Humbert.
La contrapposizione culturale tra il dotto e composto professor Humbert e la frivola Charlotte si evidenzia nel dialogo (ma sarebbe meglio definirlo un monologo di Charlotte) tra i due: la donna cerca di darsi un'aria intellettuale che non possiede neanche lontanamente, mentre Humbert non può far altro che annuire cortesemente alle sciocchezze pronunciate dalla donna. Il disagio del professore è palpabile, e la dipartita dalla scena (uscita dal quadro sulla sin) ben rappresenta la sua estraneità rispetto a quell'ambiente, e soprattutto nei confronti di Charlotte.
inq. XII




P.A. di Charlotte ed Humbert. La mdp esegue una carrellata laterale da dx verso sin a seguire Charlotte mentre si sposta verso Humbert nel corridoio (ancora una volta la parete crea un divisorio spaziale nero tra i due ambienti, introducendo il luogo nel quale ora proseguirà il dialogo e la vicenda). La mdp poi resta fissa ad inquadrare i due in P.A., mantenendo un'evidente profondità di campo; in seguito esegue una carrellata in avanti a seguire Humbert e Charlotte in F.I. mentre entrano nel bagno, restando fissa mentre Charlotte tira lo sciacquone del water; quando i due escono esegue una carrellata indietro a precedere in F.I. per poi tornare fissa a riprenderli in P.A. mentre Charlotte raccoglie un calzino sporco e lo ripone in un cassetto. Charlotte infine porta Humbert verso la sin del quadro, fuori campo. Dialogo tra Charlotte ed Humbert.
La contrapposizione tra i due continua a manifestarsi in un profondo crescendo tonale: la donna recita inutilmente una parte da intellettuale che non le si addice, contravvenendo alla sua vera natura che Humbert però percepisce pienamente. Le maniere educate del professore lo portano ad annuire cortesemente alle inesattezze e stupidità della donna, anche quando confonde il mestiere di Schweitzer (un fisico) definendolo medico ed accomunandolo nel titolo al Dottor Zivago (un medico); tuttavia l'imbarazzo di Humbert traspare chiaramente dall'espressione del suo viso. La donna nomina anche per la prima volta Clare Quilty (che sarà l'antagonista di Humbert per la conquista di Lolita), vantandosi di averlo avuto come relatore al suo club, ma Humbert non può conoscerlo: Quilty è uno scrittore di commedie televisive, mentre il professore insegna poesia nelle università (ancora divario intellettuale e culturale). Il gesto della donna di tirare lo sciacquone del water accompagnato da sciocche risatine, suggella poi l'incompatibilità totale fra i due, con un gap di istruzione ed educazione incolmabile. Il calzino sporco lasciato in giro e poi riposto nel cassetto frettolosamente da Charlotte, sintetizza magistralmente la sua vera natura, smascherandola: è una donna semplice, un po' sciocca, presa dal tentativo disperato e maldestro di atteggiarsi ad un "qualcuno" che vorrebbe essere ma non la rappresenta affatto; cerca di nacondere, come con il calzino, il suo vero io, ma questo appare tanto evidente agli occhi quanto quell' indumento sporco. Tutta l'inq. è giocata sulla profondità di campo del quadro, in cui risaltano due spazi dal preciso significato allegorico: il primo (in primo piano) rappresentato dal comò con la finta ceramica "Dufy" ed il quadro appeso alla parete e il secondo (sullo sfondo), connotato dal bagno nel quale la porta spalancata impietosamente mette in cornice, enfatizzandolo, il water. Kubrick utilizza in maniera perfetta una precisa simbologia profilmica, attraverso la quale esplicita metaforicamente concetti cardine per la comprensione delle sue opere. L'abitazione di Charlotte è disseminata di "false opere d'arte" : vale a dire imitazioni di un' imitazione (se si accetta la definizione di "opera d'arte" come imitazione - della realtà o di sentimenti) ; attraverso queste suppellettili traspare la vera natura della donna, sempre intenta ad "apparire per quella che non è" , un'imitazione appunto, ma mal riuscita in quanto la realtà si manifesta in modo evidente, smascherandola sempre ed inesorabilmente. Basti osservare la finta ceramica "Dufy" in primo piano; ma qui Kubrick si spinge oltre tramite un cinismo compositivo che mette in risalto, sullo sfondo, un altro "oggetto di ceramica" che meglio si confà a Charlotte: il water del bagno. Il regista, tramite il quadro in profondità di campo, invita lo spettatore dapprima ad elaborare un "proprio decoupagè" con i due spazi posti in proporzione prospettica concettuale (prima lo spazio dell'imitazione, del falso, in primo piano - la "maschera" -, poi sullo sfondo lo spazio del vero io, del "volto senza maschera"), poi mediante un long take, lo guida attraverso essi, traslando dall'uno all'altro.
continua.....






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